mercoledì 14 novembre 2012

Medaglia d' ORO....o Medaglia d' ARGENTO????


Oookkk J eccomi qui…siccome uno dei miei ultimi post sulla pagina Facebook di Life In Coaching (http://www.facebook.com/LifeInCoaching)  ha scatenato molti mi piace ma soprattutto molti messaggi privati e molte riflessioni ecco che mi trovo a dedicarci direttamente un articolo del blog J

"Non mi stancherò mai di ripetervelo..Le persone hanno il diritto di conoscerci quando stiamo bene e non quando stiamo male, altrimenti potremmo non essere equilibrate per loro...Non esistono persone "sbagliate" o "rotte", semplicemente persone che sono in una fase della loro vita non compatibile con la nostra"

E’vero non mi stancherò mai ripeterlo, ovunque io vada che sia in aula, in sessioni individuali ma anche a casa ad amici e parenti.
E questo dovrebbe a mio avviso essere metabolizzato e ripetuto come mantra ;) se il vostro obiettivo è avere relazioni sane ed appaganti ovviamente J

Quando affermo che le persone hanno il diritto di conoscerci quando stiamo bene e non quando stiamo male, è un concetto che è, come dire bi-direzionale ovvero vale sia che siamo noi ad approcciarci ad una “nuova conoscenza” sia che entri una nuova persona nella nostra vita.

Quando iniziate una relazione con qualcuno abbiate chiara la differenza tra voglia e bisogno...nessuno può soddisfare un bisogno solo vostro se non voi stessi...Nessuno può elaborare un dolore o chiudere una fase al posto vostro…il chiodo scaccia chiodo è una strategia che, a lungo termine, difficilmente funziona e appaga anzi…potrebbe essere fonte di malessere ancora piu grande.. Ignorare ciò può essere un'arma a doppio taglio...per chi sta dall'altra parte invece, non assumetevi mai i bisogni di qualcun altro, laddove non è il vostro compito....


Per quella che è la mia visione, io credo che sia anche e soprattutto una questione di responsabilità in primis verso noi stessi e anche nei confronti dell’altro, il quale se è “equilibrato” magari non ha tutta questa voglia, come direbbe Fabio Volo di essere la “medaglia d’argento”, quando potrebbe come è giusto che sia essere la medaglia d’oro…Così come a ben pensarci nemmeno a noi piacerebbe essere la medaglia d’argento…


Insomma, voglio dire…
A me non piacerebbe sapere che chi entra nella mia vita, ha ancora determinati nodi “sentimentali” da sciogliere…Insomma io non vorrei mai essere la seconda scelta (consapevolmente o inconsapevolmente)di qualcuno.
Se proprio devo iniziare una relazione, voglio che la persona in questione sia, come direbbe il buon Livio Sgarbi “totalmente sul pezzo”…diversamente non solo avrebbe poco senso, ma anche poco significato…per entrambi.
Sempre più spesso invece capita che nonostante una parte di noi, sia consapevole che non è ancora il momento, tendiamo ugualmente a intraprendere nuove relazioni, e non lo facciamo con l’idea intenzionale di “usare l’altro” bensi per colmare un nostro bisogno.
Ma questo, è un compromesso troppo grande, anzi se si ha un minimo di rispetto verso se stessi direi inaccettabile, da qualunque rovescio di medaglia lo guardi J
Infatti cosi come noi non potremmo essere in grado di colmare i bisogni dell’altro, viceversa nessuno può colmare i nostri vuoti, quantomeno non a lungo termine

Certo, avere una relazione, qualcuno a cui appoggiarsi, qualcuno che condivida con noi i nostri valori e che ci sia accanto nei momenti sia belli che meno belli, è quello a cui aspiriamo tutti..Ma avere una relazione richiede impegno…a volte sacrificio…dedizione e….amore..eh si…L’amore non è qualcosa che si ottiene dall’oggi al domani….e come possiamo pensare di poter essere in grado di ottenere tutto ciò se partiamo già “disequilibrati”?

“Eh ho capito però anche se ho chiuso quella relazione, anche se un’po’ fa ancora male, adesso ho trovato qualcuno che mi piace..che male c’è nel volerla/o conoscere. Non avrò anche io il diritto di essere felice..O NOOO???”

Assolutamente SI!..ma non a spese di quel qualcuno…che non è responsabile del tuo stato…che non ha nessun dovere di sciogliere i TUOI di nodi…non è il suo compito…in pratica, detta come si direbbe a Genova J

“BELIN ma se tu sai che ti stai ancora leccando le ferite (perché LO SAI BENISSIMO)  ma perché devi andare a rompere le balle a qualcuno che magari si stava facendo la sua vita in pace???”
Lo so, hai ragione..detta così è brutale ma….ora è più chiaro il concetto? :)

E te lo dice una che prima di raggiungere questa consapevolezza ha fatto diverse volte questo errore, da ogni lato della medaglia  ;)
Eh si, in passato spesso pur di non stare da sola mi sono accontentata della medaglia d’argento…In altri casi invece ero io la medaglia d’argento…

Io credo fermamente che davvero non ci siano persone sbagliate o rotte, ma semplicemente persone che sono in un momento di vita non compatibile con il nostro e viceversa, e quindi per quanto si possa essere tutti mossi da ottime intenzioni, inevitabilmente finiremo per avere un “carico di lavoro” raddoppiato.

Il nostro unico compito è di essere totalmente onesti con noi stessi da riconoscere in quale parte di medaglia ci troviamo e agire di conseguenza, assumendoci la responsabilità di non intraprendere alcun tipo di relazione laddove non ci sentiamo totalmente equilibrati e pronti per potere dare alla persona che abbiamo di fronte il “meglio di noi oggi”; e non intraprendere una relazione con qualcuno che per quanto ci sembri mosso da migliori intenzioni  sappiamo non essere totalmente equilibrato per noi.

I nodi vanni sciolti, e vanno sciolti senza come avrebbe detto Dante Alighieri “delegare ad altrui la propria felicità”.
E’ per questo che quando si tocca il tema delle relazioni non mi stanco mai di ripetere questo concetto fondamentale. E’ per questo motivo che ho smesso di accontentarmi della medaglia d’argento e a volte seppur a malincuore troncare sul nascere o escludere alcuni rapporti non appena mi accorgevo di essere io la potenziale medaglia d’argento.

Come puoi ben capire, è un circolo vizioso decisamente a doppio taglio..da qualunque “rovescio” lo guardi :)
Credimi..e te lo dice una single incallita…a stare un’po’ (giuro…solo un’po’..mica millenni :) )da soli  non è mai morto nessuno…ANZI…. J

Per quello che riguarda come trovare il/la partner dei tuoi sogni ne parliamo nel prossimo articolo :)


“Anche a me piacerebbe condividere il resto della mia vita con una persona, ma non riesco a farlo con uno che non amo, solo perché non c'è di meglio.. La medaglia d'argento. Conosco un sacco di persone che stanno con la medaglia d'argento, con la seconda classificata, piuttosto che star sole.”
Fabio Volo

“A volte la risposta non e’ NO…..Semplicemente e’ NON ANCORA”
Anita G.Frazzetta



lunedì 12 novembre 2012

Top.....Ten !!!!!!!!!!!!!!!!!!!


In rete possiamo trovare davvero moltissime frasi cosiddette motivazionali, qui di seguito una top list delle più inflazionate :)
Good Reading!! :)

“Tra vent’anni non sarete delusi delle cose che avete fatto ma da quelle che non avete fatto. Allora levate l’ancora, abbandonate i porti sicuri, catturate il vento nelle vostre vele. Esplorate. Sognate. Scoprite”
Mark Twain

Parte di Noi sarà sempre spaventata all’idea di fare cose nuove e vivere nuove esperienze, ma soltanto quando affronteremo tutto ciò saremo davvero in grado di crescere e sentirci vivi. Pensa a tutte quelle occasioni nel passato in cui hai affrontato le tue paure facendo ciò che Ti spaventava ma che in fondo sentivi essere giusto fare. Non ti sei sentito meravigliosamente?

“Se una voce dentro di Te continua a ripeterti “non sarai mai in grado di dipingere”, allora dedicati alla pittura con tutto Te stesso, e vedrai che quella voce sarà messa a tacere “
Vincent Van Gogh

Non consentire a nessuno, tantomeno a  Te stesso di dirti che non sarai mai in grado di fare qualcosa.
Solamente Tu puoi stabilire quali sono i Tuoi limiti e solamente Tu puoi decidere di andare oltre e di superarli. Se vuoi fare qualcosa falla e basta. Ascolta i consigli, ma liberati dalle influenze negative e delle critiche non costruttive. Tu puoi fare tutto ciò che desideri, a condizione che Tu lo voglia realmente e sia disposto a darti da fare.

 “ Se cadi sette volte, rialzati otto volte!”
Proverbio Giapponese

La vita si articola inevitabilmente in cadute e lezioni da imparare. Ogni sbaglio e ogni insuccesso rappresentano un’impareggiabile opportunità di crescita. I “fallimenti” e le sconfitte sono delle tappe spesso inevitabili di ogni successo e di ogni traguardo raggiunto. Le persone positive hanno sempre la piena consapevolezza che ogni “fallimento” è un momento di avvicinamento al successo, per questo non devi arrenderti mai : nonostante le cadute l’obiettivo, il traguardo finale è sempre lì ad attenderti.

“La vita o è un’avventura estrema oppure non è nulla”
Helen Keller

Affronta la Tua vita guardandola in faccia, conquista le Tue paure e vivi la Tua esistenza come un’emozionante avventura. Se pensi che adagiarsi e accogliere la mediocrità sia la scelta migliore, presto
Rimpiangerai questa decisione. Cerca sempre di avere ben chiaro ciò a cui aspiri e datti da fare per inseguirlo con passione ed entusiasmo. Non perdere mai di vista i tuoi sogni e non esitare a percorrere strade alternativi e sentieri inesplorati.

“Comprendi che la vera felicità risiede dentro di Te”
Luciano

In fondo sappiamo bene che la nostra felicità non dipende dalle cose che possediamo, ma da ciò che risiede nel nostro IO più profondo. Se vuoi essere davvero felice inizia a porre attenzione a ciò che accade dentro di Te. Su molti degli eventi che accadono nel corso della nostra vita non abbiamo alcun controllo, ma ciò che possiamo fare è scegliere come reagire ad ogni situazione che ci troviamo ad affrontare.

“Non siamo essere umani che stanno vivendo un’esperienza spirituale, ma esseri spirituali che stanno vivendo un’esperienza umana”
Pierre Teilhard de Chardin

Sei qui per un motivo. Ciascuno di Noi è su questo pianeta per dare il proprio contributo e cercare di rendere la realtà in cui vive migliore di come l’ha trovata. Tu hai immensi doni da offrire, Tu puoi rendere straordinaria l’esistenza di coloro che sono intorno a Te e al contempo crescere come individuo completo e responsabile. La vita è un miracolo meraviglioso e condividerla con gli altri la rende ancora più stupefacente e piena di profondo significato.
 
“Il Tuo compito è scoprire qual è il Tuo compito e dedicartici con tutto il Tuo cuore”
Buddha

Forse ancora non sai quale sia il Tuo scopo, la Tua missione o il Tuo compito in questa vita, ma puoi sempre scoprirlo. Per riuscirci, ascolta il Tuo istinto e cerca di comprendere cosa Ti piace e Ti appassiona, cosa Ti fa sentire vivo ed entusiasta della vita. Il Tuo compito nella vita si trova proprio lì. Puoi fare delle Tue passioni il Tuo lavoro, dedicandoti anima e corpo a ciò che davvero Ti fa sentire bene. Questo è l’omaggio più grande che potrai mai rendere al miracolo della Tua esistenza.

“Puoi avere ciò che vuoi semplicemente se sei disposto a liberarti della convinzione che Tu non puoi averlo”
Robert  Anthony

Quando non riescono ad ottenere ciò che desiderano, molte persone sono solite dare la colpa alle circostanze esterne o alla sfortuna. Il primo passo per raggiungere i Tuoi obiettivi è quello di assumerti  la RESPONSABILITA’ del Tuo destino : felicità, successo e prosperità sono innanzitutto nella tua mente. E’ Tua precisa RESPONSABILITA’ eliminare tutte le convinzioni negative che hai su Te stesso per focalizzarti invece sulle Tue potenzialità. La scelta tra il sentirti felice o meno è interamente nelle Tue mani.

“Non c’è persona al mondo che non sia capace di fare più di ciò che pensa di essere in grado di fare”.
Henry Ford

C’è un filo conduttore che lega le frasi che stai leggendo, ovvero l’importanza di focalizzarsi su ciò che pensiamo e sull’opinione che abbiamo di Noi stessi e del mondo che ci circonda. I nostri pensieri danno forma alla nostra realtà, ciò su cui ci concentriamo è il mondo che contribuiamo a creare. Le persone felici e di successo, indipendentemente dal significato specifico che si vuole riconoscere a questa parola, hanno in comune tra loro la caratteristica di essere persone positive, capaci sempre di concentrarsi sulle soluzioni piuttosto che sui problemi.


“Il modo migliore per predire il futuro è crearlo”
Dr. Forrest C. Shaklee

E’ tempo di assumere il controllo del Tuo destino e pensare a ciò che vuoi DAVVERO.
Fai un lavoro che ami? Trascorri il Tuo tempo dedicandoti a ciò che ti piace e ti appassiona? Ti senti DAVVERO VIVO? La Tua vita si sta dirigendo lungo la strada che Ti eri prefisso? Ciò che fai oggi determina la forma del Tuo domani. Cerca sempre di assicurarti che le Tue azioni siano in linea con i Tuoi valori, le Tue idee e i Tuoi obiettivi : la creazione del Tuo futuro comincia con la Tua capacità di plasmare il Tuo presente.


Vivi Zen

giovedì 18 ottobre 2012

Io non so come fare..Se Sei vivo..lo sai!!!


Quando ero piccola mi colpì la frase: “A 20 anni vuoi cambiare il mondo; a 45  il mondo avrà cambiato te”.

Vero (!)… A meno che dopo tu non riprenda in mano la tua vita!
Ed è quello che ho fatto io e sollecito ora a fare, a tante persone che incrociano la mia strada.
Non credo di avere doni speciali. Ma ho imparato a cercarli in me. 
Vogliamo migliorarci. Per questo ci informiamo su cosa fare, chi incontrare, dove andare.
Sappiamo ormai cosa dovremmo fare! Ti hanno invitato continuamente a partecipare a Seminari sulla Crescita Personale; hanno scritto centinaia di libri sull’argomento. Sì ma se leggi un libro su come imparare a nuotare, ti dice: “prima muovi il braccio destro e poi il sinistro, mentre batti i piedi nell’acqua e rilassi il tuo corpo, così da galleggiare, quindi…eccetera”.
Ma se non ti butti in acqua davvero, non imparerai mai a nuotare.

Quindi, anche sapendo razionalmente cosa “dover” fare…  non facciamo molto e restiamo spesso in un loop di pensieri che vagano tra il “vorrei ma non posso” e il “chi mi dà una mano?”

Possiamo scegliere invece, giorno per giorno, se continuare a cercare di seguire grandi formatori, coach e libri, cioè fonti esterne a noi stessi o invece… iniziare a cercare di contattare la parte più preziosa di noi, quella che ci offre incondizionatamente il telecomando della nostra vita, la FONTE di ogni cambiamento reale.
Non stiamo parlando di crisi mistica, ma di uno strumento così semplice, che spesso, convinti che gli aspetti complicati della vita siano quelli vincenti,  non abbiamo la capacità di metterlo a fuoco.
Puoi essere quindi una persona che fa della spiritualità il proprio credo oppure essere uno scettico imprenditore che crede solo in ciò che vede. Non fa la differenza.
Se sei vivo, lo strumento è in te.

Per cambiare e migliorare se stessi non è sufficiente usare la forza di volontà o la sola autostima.
Sì, puoi stimolare la consapevolezza? Anche.
Ma ho imparato sulla mia pelle che mi pesava “la dipendenza” da altre persone e ne ho seguiti tanti, guru, formatori internazionali… fino a che non ho compreso che i più grandi insegnamenti sono in noi stessi, se riusciamo a connetterci a questo aspetto prezioso che teniamo sopito in noi.

Ora dedico il mio lavoro e la mia vita nel cercare di stimolare le persone a connettersi con questo aspetto di loro stessi, indispensabile per diventare persone libere di scegliere, giorno per giorno o, come dice una mia amica: vivere “out of the box”.

Mi dirai: “ma allora la dipendenza l’avrei poi con te?”.
Non è esattamente così. Le persone si affiancano a me per un periodo e cercano, è vero, di chiedere anche a me: “chi mi dà una mano?”
Io tendo a fare questo pezzo di strada insieme per un tempo davvero limitato. Poi, li spingo a proseguire da soli, con i preziosi strumenti presenti in ognuno di loro, strumenti che hanno la possibilità di individuare, attraverso alcune indicazioni, per scoprire un “qualcosa” che c’è, dentro.

Da oggi tu puoi imparare ad usare questo “qualcosa”: uno strumento che abbiamo in noi, che ha una grande energia e potenzialità. E’ un “qualcosa” che, se usato bene, fa attingere con facilità ad una fonte di energia inesauribile e a buona parte del nostro potenziale.
Puoi imparare ad individuarlo in te; dov’è e come usarlo.


Tutti pensano a cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiare se stesso.
                                                                                Lev Tolstoj


Fonti : A.Vicario  yes coaching

martedì 2 ottobre 2012

Testa di.....Capo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!


“Quella testa di… del mio capo J

Quante volte lo abbiamo detto o sentito dire da qualche amico o parente?

Eh si..perchè volente o nolente un capo, è proprio colui che determina come ciascuno di noi sul lavoro passa le sue giornate, se è felice o disperato, se combina qualcosa oppure niente, se è sano o malato, infatti i capi, o responsabili che siano, fanno la differenza soprattutto quando esercitano un'influenza personale e diretta sui dipendenti come ad esempio succede  nei team di lavoro delle piccole aziende.

Ho incontrato “capi” pieni di se’, arroganti e superficiali che non davano valore alle persone o addirittura ne parlavano in termini svilenti, avendo addirittura  la faccia tosta di spararmi frasi tipo “..ecco, se chiedi di me a lei, credo mi farà una pubblicità pazzesca”…detto fatto..ho chiesto…e ho accuratamente evitato di dire che la “pubblicità" in questione sarebbe stata da querela J e non solo che avevano anche il coraggio di lamentarsi dello scarso rendimento delle proprie risorse….O addirittura che a causa dell’insano egocentrismo si compiacevano di qualunque tipo di feedback, della serie “va bene tutto purchè di me se ne parli”….

Non è facile, essere un esempio specie se si ricopre una posizione di responsabilità, ma essere consapevoli di essere una “testa di capo” rappresenta un buon inizio….possiamo sempre cambiare e fare qualcosa di diverso J
Gli atteggiamenti che ognuno di Noi ha, sono contagiosi e soprattutto sono ad alto rischio di emulazione J
Un buon capo deve sapere come parlare ai propri sottoposti, è importante dare feedback che riguardino l’operato degli stessi e non la loro IDENTITA’.
E’ importante altresì sapere COME dare i feedback, laddove ci sia da fare un rimprovero.

Gli atteggiamenti sono contagiosi, al pari della scontrosità, della perfidia, della pigrizia, della stupidità, ma per fortuna anche della fiducia, del buonumore, della buona educazione. E hanno conseguenze sulla salute dei sottoposti, oltre che sul fatturato.

Un buon capo, che vuole essere considerato un leader ma soprattutto un esempio per i propri dipendenti deve in primis avere la consapevolezza proprio del fatto che è realmente un esempio per i propri sottoposti, deve essere in grado di sapere fare autocritica, ma di quella seria e senza sconti ;)

Deve sapere chiedere scusa se necessario, deve sapere ascoltare i propri sottoposti, dando ad essi il giusto valore….deve sapere valorizzare le PERSONE e non solo i ruoli che esse ricoprono, deve essere umile.

Quindi..che tu sia un Top Manager o un semplice direttore di supermercato, se continui a trattare i tuoi sottoposti come deficienti e soprattutto non perdi occasione per farglielo notare….beh non stupirti che oltre a rendere nettamente meno di quello che sono le loro reali potenzialità, si comportino come tali…..spesso combinando anche disastri…

Essere un leader significa “guidare con l’esempio”……Il compito di un capo non è solo prendere decisioni, o “cazziare”….a fare quello siamo bravi tutti…è anche e soprattutto quello di essere un esempio, in primis come persona….

Quindi…se sei un capo, a prescindere dal numero dei tuoi sottoposti, ricorda sempre che dietro un ruolo, dietro una mansione c’è SEMPRE una persona …E allora...fai un passo indietro e inizia da qui….

P.S…… E ricorda….se il feedback che arriva è simile a qualcosa tipo..testa di c@@@ o cog@@@.....spesso non è per “finta” o per darti importanza seppur in negativo ;)….E’ perché è realmente pensato..metabolizzato e sentito J….  E la responsabilità non è certo dei tuoi sottoposti… J

“Dover dominare gli altri, significa avere bisogno degli altri. Il capo è un dipendente!”
F.Pessoa

"I piccoli leader, si somigliano come gocce d’acqua; hanno in comune una inconsistenza che traspare dai loro volti. Non hanno stoffa perché non hanno storia e se l’avessero si sentirebbero spaesati”.
L.Pintor

venerdì 14 settembre 2012

Senso di Colpa o...Senso di Crescita??????


Da qualche settimana sono tornata nella mia città natale, per trascorrere un'pò di tempo con la mia famiglia....e anche qui...ho incontrato persone...e ascoltato storie;)

E, come ho già scritto in passato, ciò su cui concentriamo la nostra attenzione contribuisce a creare i nostri stati d'animo, mi sono resa conto che uno dei più gettonati è sicuramente il SENSO DI COLPA.

L'aspetto maggiormente negativo non che abbastanza stupido alla lunga, del senso di colpa non è solamente il tormentarsi per qualcosa che abbiamo fatto o addirittura non fatto nel passato,(e qui il “tormentarsi” talvolta è un termine eufemistico, ad alcune persone l'unica domanda furba che avrei voluto fare era se avevano già optato per frusta e cilicio già che c'erano ;)) ma è in particolare l'essere influenzati negativamente nel presente e di conseguenza nel futuro, oltrechè spendere un sacco di energie OGGI per qualcosa che è già SUCCESSO e che quindi non possiamo in alcun modo modificare, a meno che non abbiamo una segreta parentela con lo scienziato pazzo di ritorno al futuro ;)

Purtroppo mi rendo conto che i sensi di colpa siano un forte retaggio della nostra cultura e che la quasi totalità di noi sia stata cresciuta attraverso questa subdola forma di manipolazione (ok ok eviterò di aggiungere che la società intera e l'educazione religiosa hanno e continuano a contribuire in maniera esponenziale a tutto ciò ;) )

Quante volte ci è capitato di sentirci fare o fare a nostra volta le seguenti domande:

-Ti rendi conto di quanto mi fai stare male comportandoti cosi?
-Se fai questo/quello significa che non mi ami abbastanza
-Con tutto quello che ho fatto per te

Non è necessario che continui con l'elenco vero?:)

Molto spesso non sono solo gli altri a cercare di farti sentire in colpa, in realtà siamo piuttosto bravi a incasinarci anche da soli :) tramutando il senso di colpa in una forma di giudizio per nulla positivo
e ad utilizzare frasi di questo tipo :

non sono stato abbastanza bravo” 
“non faccio quello che dovrei” 
“sono un incapace” 
“non sono abbastanza attento”.

Spesso in realtà è solo una deduzione e una convinzione( decisamente depotenziante!!) che traiamo su determinare situazioni:

Sul lavoro hanno affidato un compito ad un altro, quindi non sono capace”
Il mio fidanzato mi lascia, quindi non sono una degna compagna.”
I miei genitori non mi telefonano da tempo perché non sono stato un bravo figlio.”

E' evidente che più giudichiamo noi stessi in maniera negativa, più il senso di colpa tende a rafforzarsi, infatti attuando il meccanismo del senso di colpa, mettiamo in discussione non solo la nostra identità ma anche tutto ciò che essa comprende, dai nostri valori a nostri gusti ecc.

E se invece di senso di colpa noi lo trasformassimo in SENSO DI CRESCITA????

Come fare è molto semplice!! Per prima cosa dobbiamo chiederci se il senso di colpa è REALE o IMMAGINARIO...Si hai letto bene !!;)
Molte persone infatti si sentono in colpa in maniera "preventiva" ;) temendo che FORSE potrebbe accadere qualcosa, verso la quale poi POTREBBERO sentirsi in colpa...

In seguito dobbiamo cercare le origini del senso di colpa; la consapevolezza è il primo passo per gestire in maniera utile il senso di colpa e molto spesso per ridimensionarlo: questo accade quando ci rendiamo conto che in quella determinata situazione, con determinate informazioni e risorse a disposizione, non si poteva fare diversamente; di conseguenza il senso di colpa improvvisamente perde parte del suo senso e soprattutto del suo peso.

Un'altra cosa da fare è: NON SVALUTARE TE STESSO!!!

Ok, se proprio non resisti alla tentazione di munirti di frusta e cilicio, rifletti prima sul fatto che dopotutto sei pur sempre un essere umano e come tale fallibile, certo questo non ti legittima a combinare casini su casini, cosi a gratis ;) ma quantomeno può permetterti di essere un pochino più indulgente con te stesso...Ora, non ti chiedo di fare spallucce e di liquidare tutto con un "Ok tanto sono un essere umano" ;) ma di avere (intanto che aspetti che ti recapitino a casa frusta e cilicio) una diversa percezione dei tuoi sbagli e riflettere sul fatto che se hai commesso degli errori, molto spesso non lo hai fatto scegliendo deliberatamente di sbagliare, bensì perchè in quel momento pensavi che fosse l'azione migliore per te o semplicemente perchè "hai fatto il meglio che potevi con quello che avevi in quel determinato momento".

Hai mai pensato che forse hai solo commesso un errore(più o meno importante) di valutazione, e gli errori di valutazione sono ben diversi dal senso di colpa!!!

Tramuta il senso di colpa in senso di RESPONSABILITA' e di conseguenza di CRESCITA.

Che ne dici di iniziare a sostituire la parola colpa con la parola RESPONSABILITA' ???

In fondo si tratta proprio di questo : in una determinata situazione/ rapporto ecc avevi appunto delle responsabilità e per motivi diversi sei venuto meno a quelle responsabilità.

E' molto importante anzi fondamentale sostituire colpa con responsabilità; infatti la nostra percezione  cambia completamente se crediamo di avere un senso di colpa oppure se crediamo di avere un senso di responsabilità.

Il senso di colpa ci blocca, ci fa sentire terribilmente inadeguati e soprattutto ci lega ad un passato che, oltrechè a non tornare più (ved.art precedente) intralcia anche il nostro presente e il nostro futuro.
Il senso di responsabilità invece è qualcosa che ci permette di avere piena consapevolezza delle nostre esperienze, di noi stessi e ci fa sentire in grado di potere davvero imparare da tutto cio', e a non ripetere gli errori commessi.

In ultimo ricorda la cosa più importante : Nessuno può renderti felice,più di quanto tu stesso possa fare!!!
Se hai commesso un errore di valutazione, o se senti di avere sbagliato nei confronti di qualcuno, assumitene la responsabilità e diglielo, spiega il tuo stato d'animo e il tuo disagio, chiedi scusa ma soprattutto perdona te stesso per quanto è accaduto...E'questa la cosa principale che hai il dovere di fare!!!!!!!!


Di tutti gli sprechi di energia emozionale, il senso di colpa , è di gran lunga il maggiore perchè per definizione, ti senti paralizzato nel presente per una cosa che ha già avuto luogo: cio' che è stato è stato, e nessun senso di colpa può mutarlo”
Wayne Dyer




giovedì 23 agosto 2012

Il Passato??? Che SUCCESSO!!!!!!


Molte volte ci troviamo ad avere paura del futuro per colpa del passato.
E questo capita specialmente in ambito relazionale.
Quando parlo con le persone noto che vi sono due approcci di vivere il passato :
alcuni ci vivono in parte, altri totalmente.
Gran parte del nostro benessere dipende invece  da quanto siamo in grado di vivere il momento presente.
E il momento presente si crea attraverso le cose alle quali presti attenzione ovvero come già scritto in precedenza, dove scegli di indirizzare il tuo focus.
Vi sono sostanzialmente due approcci al modo di vivere il passato : limitante e potenziante.
Domanda : ti è mai capitato di utilizzare frasi quali:
“Quando facevo questo….”mi è capitato questo”…se avessi fatto o detto quest’altro…” ??
Insomma, quando a dominare sono i rimorsi, i rimpianti e le esperienze negative.
Se dal passato non impariamo nulla finisce che si rimane ancorati ad esso e di conseguenza schiavi di esso.
Il passato va sfruttato per capire e imparare qualcosa…ricordi la frase "what’s the lesson"?
Cosa c’è di buono in questo?Cosa posso imparare da questo???
Molto spesso  ci troviamo imbrigliati in una sequenza di pensieri come dire poco furbi spesso derivanti da esperienze o meglio eventi passati che ci impediscono di vivere serenamente il presente e di conseguenza il futuro verso il quale anche qui abbiamo la tipologia di approccio potenziante/limitante.
Spesso tendiamo a farci dei film, davvero di scarsa qualità per non dire tragici..una delle trappole più comuni in cui si rischia di cadere è la cosidetta “profezia che si autoavvera”, o come direbbe mia nonna il “CHIAMARSELA DA SOLI” ;)..Le nostre esperienze negative , le delusioni o paure tendono a farci fare appunto un perfetto, come lo chiamo io “ricalco di proiezione” e quindi applicare a scatola chiusa le nostre sfighe del passato al nostro futuro semplicemente cosi, per default ;)
E poi a raccontarla a noi stessi e/o agli altri siamo davvero bravi; a usare a volte il passato o i limiti come alibi; proprio recentemente ho sentito a tal proposito una storia davvero interessante ;)
Il nocciolo è : non guardare indietro, ci sei già stato..O come direbbe il saggio Ghiro, ogni giorno qualcosa di meno, non qualcosa in più..ovvero viaggia leggero, dal passato porta con te solo quello che è utile.E come sono solita dire, è sempre una questione di scelte. Siamo noi e solo noi gli unici che hanno il potere di scegliere come utilizzare il passato, come utilizzare le esperienze, per il futuro.
Una delle prime cose che ho imparato grazie alla PNL è una frase di Richard Bandler, molto ma molto significativa : “La cosa bella del passato è che è SUCCESSO”
Wowwwwwww che ristrutturazione ;)
Il nostro passato è quello che ci ha permesso di essere ciò che siamo oggi e il modo in cui scegliamo di utilizzarlo sarà quello che ci guiderà verso la persona che saremo domani.
Impara da ciò che è SUCCESSO perché è grazie ad esso che sei al punto in cui sei.
“Bella roba ;) “ direbbe una mia amica, che è la solita mismatcher ;)
Il punto è che, è nel nostro istinto cercare di fare in modo che per noi le cose siano naturali e familiari (la famosa zona di comfort) quindi tendiamo a utilizzare ciò che non ci piace o ci ha fatto soffrire come una sorta di coperta di Linus e per citare ancora la mia amica “ almeno così so di che morte devo morire” ;)
Ora, siccome io per indole sono meno tragica, lascia che ti dica che la cosa più bella è che ogni nostro comportamento o ogni nostra “previsione del futuro in conseguenza al passato” può essere cambiata e sovvertita; infatti come dice Richard Bandler se lo puoi “prevedere” significa che lo stai “Programmando” e di conseguenza puoi anche cambiare il tuo stato d’animo in relazione a ciò, puoi essere tu il “regista della tua mente” e di conseguenza farti davvero dei GRAN BEI FILM ;)
Impara dal tuo passato e tieni SOLO tutto ciò che può farti imparare qualcosa ed essere quindi opportunità di crescita..Il resto? Beh è passato…non ti serve più…
Perciò lascia andare..Lascia andare situazioni, esperienze e si..a volte anche persone..
Noi non possiamo modificare ciò che accade, non possiamo modificare gli eventi, ma possiamo modificare la nostra risposta emotiva ad essi.
C’è una domanda che, chi bazzica nelle aule di formazione sente spesso : “Vuoi avere ragione o essere felice?”..Immagino che sia inutile che ti scriva qual è la mia risposta standard ;)
In fondo, se pensi anche solo a ieri…beh puoi già chiamarlo passato no? ;) 
 
“La vita sta accadendo e se spendi il tuo tempo a ricordare anziché pensare, stai andando nella direzione sbagliata”.

Richard Bandler

Per te RO…come promesso ;)

 

 

mercoledì 8 agosto 2012

Life IN...Coaching: Dicono di me

Life IN...Coaching: Dicono di me

Io mi chiamo Matteo Csepeli e sono il bassista dei Lady Lazarus, band musicale savonese.
Tra studio, lavoro e vissuti personali molto spesso è facile perdere la bussola, non trovare più la giusta direzione verso cui indirizzare le proprie energie, restando vittime dell'ansia e dell'incertezza...
Anita più volte mi ha aiutato a rischiarare la visione sulla mia interiorità e quindi sul mio rapporto con gli altri e con la vita... Grazie coach! ;)